GORGONE DA
SIRACUSA
Piastra fittile con raffigurata la Gorgone in corsa, liberamente
ispirata alla lastra fittile un tempo in opera nel santuario di
Atena a Siracusa. Siracusa, Museo archeologico Nazionale “Paolo
Orsi”, fine VII sec a. C.
Dimensioni:cm 31 (h) x 32
(l)
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GORGONE DA SELINUNTE
Particolare ricostruito e nuovamente interpretato tratto da una
metopa in calcare del Tempio C di Selinunte, raffigurante Perseo
che recide la testa della Medusa in presenza di Atena.
575 - 570 a.C Palermo, Museo Nazionale.
Dimensioni: cm 19 x
19
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Le tre Gorgoni, Stimo, Euriale e Medusa, figlie di esseri
immortali, erano un tempo bellissime fanciulle. Un giorno però
Medusa giacque con Posidone nel tempio di Atena, oltraggiando la
dea. Questa, infuriata, trasformò la colpevole in un orrendo mostro
alato: Medusa ebbe occhi fiammeggianti, denti lunghissimi dai quali
pendeva la lingua, e una chioma di serpenti vivi che le si
contorcevano sul capo. Il suo sguardo trasformava in solida roccia
quanti con orrore ne entravano in contatto: per ucciderla, l’eroe
Perseo usò allora il proprio lucentissimo scudo, nel quale potè
vederla riflessa. Staccata dal corpo, la testa di Medusa impietriva
ancora. Perseo se ne servì: con quella sconfisse
i suoi nemici e uccise un mostro marino cui stava per essere
sacrificata,
incatenata nuda ad uno scoglio, una splendida principessa
orientale, Andromeda. Salvata la fanciulla, Perseo ottenne di
averla in moglie, e tornò con lei in Grecia. Ma la testa della
Gorgone non restò all’eroe: essa fu impiegata da Atena, che la
fissò sul proprio scudo
per terrorizzare gli uomini e ammonirli
a non indagare mai i misteri degli dei.


